Pasqua a Modica: il rito della “Madonna vasa vasa”.

La Sicilia nel periodo pasquale, a mio avviso, è una tappa imperdibile, le temperature si aggirano sui 20/25 gradi di massima e passeggiare per le città sicule e scoprire le bellezze e i sapori di questa terra è un piacere per tutti i sensi.

Vi ho già proposto un itinerario nella provincia ragusana in varie tappe, una di queste tocca la città di Modica in cui la domenica di Pasqua si svolge il rito religioso della “Madonna vasa vasa”, un rito emozionante e molto sentito che oggi vi racconto in questo articolo.

Inizia tutto la mattina della domenica di Pasqua dalla chiesa di Santa Maria di Betlem, nel centro storico di Modica, da cui partono due processioni in cui i fedeli trasportano a spalla in giro per la città, seguendo due percorsi diversi, il simulacro del “Cristo Redento” ed il simulacro della “Madonna addolorata” .

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Chiesa di Santa Maria di Betlem

I simulacri sono piccoli e semplici nella loro bellezza, la Madonna è avvolta in un manto nero in segno di lutto, il Cristo in una veste rossa. La folla è immensa ed è difficile muoversi tra le vie della città mentre si attende u “ncontru” : l’ incontro tra i due simulacri.

Allo scoccare del mezzogiorno in piazza Municipio si scorge, in lontananza, da una parte il simulacro del Cristo e dalla parte opposta quello della Madonna vestita a lutto. Da questo istante prende il via uno dei momenti più emozionanti della cerimonia che culminerà nel primo bacio della Madre al Figlio risorto.

All’ improvviso la Madonna si sveste del suo manto nero che lascia il posto alle splendenti vesti azzurre e rosse mentre vengono liberate colombe bianche in cielo tra gli applausi della gente. I simulacri si avvicinano e la Madonna aprendo e chiudendo le braccia bacia, in dialetto siciliano “vasa”, il Cristo abbracciandolo.

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Simulacro Madonna addolorata
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Simulacro Cristo redento

L’ incontro

La stessa scena si ripete una seconda volta in piazza San Pietro, davanti al Duomo di San Pietro, in una cornice molto suggestiva, ed una terza in Largo Santa Maria. In seguito i simulacri rientreranno nella chiesa di Santa Maria di Betlem da dove è partita la processione.

Piazza San Pietro

Negli ultimi anni, questo rito di pasqua si è arricchito con dei baci serali (uno in particolare nel sagrato del duomo di San Giorgio), che nella bellissima cornice barocca di Modica, sono molto suggestivi ed emozionanti.

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2 giorni in provincia di Ragusa: dalla casa di Montalbano al paese del cioccolato.

La Sicilia è una regione che offre al viaggiatore molte alternative: mare, montagna, buon cibo e sole anche d’ inverno!. Oggi ho scelto di raccontarvi un itinerario in auto di 2 giorni nella provincia Ragusana che cercherà di coniugare dette alternative… e allora buona lettura, si parte da Punta Secca.

1° Giorno

Prima tappa il borgo marinaro di Punta Secca, frazione di Santa Camerina, famosa location della serie tv “Il commissario Montalbano”. Da Corso Giuseppe Verdi arriviamo  in Piazza del Faro  una graziosa piazzetta in cui svetta, proprio a ridosso del lungomare Amerigo Vespucci, il faro borbonico costruito nel 1858. Dalla Piazza del Faro proseguiamo fino alla torre Scalambri, costruita nel 1593 a difesa della costa, al cui piano terra oggi si trova un bar affollato di turisti che sostano nell’antistante terrazza a ridosso della spiaggia nella quale si trova la casa di Montalbano.

Ammirando la casa del commissario si ha la sensazione di trovarsi in un episodio della famosa serie tv, ma non è possibile, però, visitare l’ interno della struttura, poiché la stessa è adibita a B&B, a meno che non prenotiate una stanza naturalmente. Bellissima la spiaggia dorata antistante la villa, nelle cui acque Montalbano nuota spesso e da cui emerge la “sicca”, la secca formata dagli scogli che caratterizza parte del  litorale della frazione da cui la stessa prende il nome.

Torniamo in auto direzione Scoglitti (frazione di Vittoria) e percorrendo il suo lungo litorale, arriviamo al porto  che in passato è stato centro nevralgico per il commercio con Malta. Sostiamo in Piazza Sorelle Arduino dove, mentre gustiamo un ottimo gelato, il mare e le barche, dondolate lentamente dalle onde, creano un  paesaggio da cartolina. Imboccando la via Genova si arriva al faro al cui interno era stato allestito il Piccolo Museo del Mare, con mio dispiacere, chiuso di recente. Prima di ripartire direzione Castello di Donnafugata, compriamo il pranzo a sacco: scacce ragusane con ricotta e fave e  ‘mpanatigghie .

Situato nella omonima contrada, il Castello di Donnafugata fu costruito nel XIV secolo, ma raggiunse la sua odierna bellezza in stile neogotico nell’ 800, grazie ai rifacimenti del barone Corrado Arezzo. La leggenda narra che il nome del castello derivi dall’espressione dialettale “Ronnafugata” cioè “donna fuggita”, poiché il conte Bernardo Cabrera, signore della Contea di Modica, imprigionò nelle stanze del castello la regina Bianca di Navarra, della quale era innamorato, che, però, riuscì a fuggire dalla sua prigione “dorata”. Appena arrivati, attraversiamo il viale d’accesso al castello in cui vi sono bar ristoranti e negozi di souvenir e giungiamo all’ entrata, dove si mostra in tutta la sua bellezza la facciata neogotica. In attesa dell’ apertura pomeridiana, visitiamo il piccolo giardino del cortile antistante l’entrata, in cui si trova  una splendida fontana con tre mascheroni.

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Giardino esterno

L’ apertura pomeridiana del castello è alle ore 14.30, facciamo il biglietto e iniziamo il tour delle sue antiche stanze  in un percorso che ci riporta nell’ 800, grazie anche alla mostra di abiti della bella epoque allestita al suo interno. Le stanze aperte al pubblico oggi sono solo 20 su 120, le più belle, a mio avviso, sono la Sala della Musica con i suoi splendidi pianoforti e candelabri, la Sala degli Specchi con i suoi grandi specchi a parete e la Sala del Biliardo con un antico tavolo da biliardo collocato al centro. Durante il percorso  si possono ammirare gli arredi antichi, gli arazzi e i lampadari in vetro di murano che furono il set, oltre che di molti episodi del Commissario Montalbano, anche del capolavoro di Luchino Visconti ” il Gattopardo”.

Usciamo dal castello per visitare le terrazze e dopo essere saliti  fin su le due torrette circolari, da cui è possibile ammirare il bellissimo panorama, ci accingiamo a visitare l’immenso parco  del castello, nei cui 8 ettari sono presenti antichi ficus ultracentenari e una rigogliosa vegetazione che rende questo luogo una vera oasi di pace. Visitiamo il tempietto dorico circolare, la Coffee House, la piccola cappella (con un finto monaco posizionato dentro  per spaventare gli ospiti) e il giardino all’ italiana.

All’ interno del parco, inoltre, c’è un labirinto in pietra costruito dal barone Arezzo per il divertimento dei suoi ospiti, nella tipica muratura a secco del ragusano.  Il labirinto non ha uscita, quindi bisogna tornare in dietro verso l’entrata ….  più facile a dirsi che a farsi. Ci siamo persi più volte tra le viuzze tutte uguali del labirinto e abbiamo trovato la via d’uscita solo affacciandoci dai muretti in pietra. E pensare che il  barone “simpaticone”, all’epoca, aveva ricoperto  i muretti di roseti proprio per evitare che gli ospiti potessero avere la nostra stessa idea e trovare facilmente la via d’ uscita.

Il costo del biglietto con cui è possibile visitare sia l’ interno del castello sia il parco è di € 6,00. Usciamo dal castello e ci dirigiamo verso Ragusa Ibla,  il quartiere antico del centro storico di Ragusa.

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Iniziamo il nostro tour della città, partendo dai Giradini Iblei, rigogliosi e antichi giardini all’ interno dei quali vi sono un hotel e ben 2 chiese:  la chiesa di San Giacomo e la chiesa dei Cappuccini. All’ingresso dei  giardini si trova  la chiesa sconsacrata di San Vincenzo Ferreri,  oggi adibita ad Auditorium nella cui facciata è presente un orologio solare. In prossimità della chiesa di San Vincenzo Ferreri ci sono gli scavi archeologici, testimonianza di insediamenti greco – ellenistici  e romani nella zona.

Imbocchiamo il Corso XXV Aprile per una passeggiata che ci porterà fino al duomo. Tra locali e negozi di prodotti tipici, arriviamo dapprima alla piccola chiesa di Santa Maria Valverde con la sua cappella privata del ‘700 e poi, proseguendo lungo il corso,  a Piazza Pola, dove spicca la bellissima chiesa di San Giuseppe, esempio di barocco siciliano. Passando per il Palazzo Arezzo di Donnafugata, il quale dal 2004 è stato convertito a teatro dai proprietari (annoveratosi  tra i più piccoli teatri d’ Europa), finalmente giungiamo in Piazza Duomo. Nella piazza si trova il palazzo neoclassico che ospita il Circolo della Conversazione, luogo in cui nell’ 800 l’aristocrazia ragusana si riuniva per discutere e trascorrere il tempo libero, ma il protagonista indiscusso è certamente l’imponente  Duomo di San Giorgio, costruito nel ‘700 su progetto di Rosario Gagliardi. Adornato da una grande scalinata cinta da una inferriata, quest’ultima, però, successiva alla costruzione della chiesa, il duomo di San Giorgio ha la particolarità che la facciata è orientata obliquamente rispetto alla piazza, motivo per cui dalla piazza medesima è visibile la cupola, costruita nel 1820 sul modello della cupola del pantheon di Parigi, che altrimenti sarebbe stata nascosta dalla facciata del sito monumentale .

Sta per calare il sole e il duomo di San Giorgio inizia ad illuminarsi imponente nella piazza, saliamo le scale adiacenti passeggiando tra i vicoli e le casette di Ragusa ibla, immersi in un silenzio quasi surreale, fino ad arrivare alla chiesa di Santa Maria delle Scale da cui si gode di un bellissimo panorama  sul paese soprattutto al crepuscolo. Per arrivare incontriamo vari palazzi nobiliari di interesse storico del 700: Palazzo Sortino Trono, Palazzo Cosentini e Palazzo dell’ ex cancelleria, esempi dello splendido barocco siciliano. Si è fatto tardi torniamo sui nostri passi per andare a dormire nel B&B che abbiamo prenotato, poiché domani ci aspetta Modica, la città del cioccolato.

2° Giorno

La città di Modica è suddivisa in due aree: Modica bassa, sviluppata lungo gli antichi  torrenti dove oggi sorge il corso principale e Modica alta, situata nell’area meridionale dei Monti Iblei. A queste due aree si è aggiunto un nuovo quartiere denominato Modica Sorda. Iniziamo la nostra visita da Modica bassa percorrendo a piedi il Corso Umberto I fino al Teatro Garibaldi, inaugurato nel 1857 con la Traviata di Giuseppe Verdi, la cui facciata è in stile liberty  con in cima l’ orologio in cui è scolpita un’ aquila, simbolo della Contea di Modica. Proseguiamo verso la Chiesa di S. Maria del Soccorso, il cui prospetto è convesso e presenta un imponente portale d’ingresso affiancato da quattro colonne. Lungo il corso si trova, inoltre, Palazzo Grimaldi,  un edificio in stile neorinascimentale del XVIII-XIX secolo, che  si affaccia sul centro storico di Modica Bassa e che al suo interno ospita una Pinacoteca, ricca di opere di artisti dell’area iblea.

Arriviamo al Duomo di San Pietro, patrono della città. Costruito nel 300, il duomo è caratterizzato da una grande scalinata, circondata in cima dalle statue dei dodici apostoli, da cui si può ammirare lo splendido paesaggio modicano, con le case arroccate nella collina.

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Duomo di San Pietro

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Parlando di Modica non si può non fare cenno al suo cioccolato, prodotto seguendo un’antica ricetta azteca con una lavorazione a freddo, che gli conferisce la tipica consistenza granulosa. In ogni angolo del corso sono presenti negozi specializzati in cui è possibile degustare e acquistare questo prodotto unico in decine di gusti differenti. Al numero 149 del Corso Umberto I, inoltre, si trova il Museo Del Cioccolato, inaugurato nel 2014 in un’ala del Palazzo della Cultura, all’ interno del quale, al costo di € 2,50, si può conoscere la storia del cioccolato, la sua lavorazione  ed ammirare ventidue sculture di cioccolato da mangiare,  però, solo con gli occhi!.

Lasciamo il museo, e dopo aver comprato una scorta di cioccolato per almeno un anno, ci dirigiamo verso l’attuale Auditorium Floridia, in piazza Giacomo Matteotti. In origine l’Auditorium era una chiesa e precisamente la Chiesa di San Giovanni Battista, edificata intorno al 1350 che fu distrutta, però, dal terremoto del 1693. Nel 1926 venne costruita la bellissima facciata   in stile liberty, con in cima i grandi mascheroni.

Torniamo indietro verso Palazzo San Domenico, ex Convento dei Domenicani, in piazza Principe di Napoli,  oggi sede centrale del comune, per visitare  il  chiostro al suo interno, recentemente restaurato, in cui una targa segna il livello che raggiunsero le acque nell’alluvione del 26 settembre 1902, e proseguendo per via Marchesa Tedeschi giungiamo alla Chiesa di Santa Maria di Betlem costruita, intorno al XV sec., ai piedi del Castello dei Conti di Modica, probabilmente al posto di quattro piccole chiese preesistenti.

Percorrendo la lunga scalinata di 250 scalini alle spalle del Corso Umberto I giungiamo fino alla  splendida facciata a torre del  Duomo di San Giorgio che svetta imponente nella collina. Inutile dire che questo luogo è molto scenografico, infatti, da una parte la bellezza del Duomo in cima alla scalinata, dall’ altra le immancabili casette arroccate, rendono il paesaggio incantevole. Il duomo fu danneggiato più volte dai  terremoti che colpirono Modica e la Val di Noto, ma fu ricostruito dall’ architetto siracusano Rosario Gagliardi. L’ interno della chiesa è sontuoso e composto da cinque navate, con 22 colonne sormontate da capitelli corinzi ed è presente una “meridiana pavimentale”, che a mezzogiorno, quando il raggio di sole entra dal foro dello gnomone, segna  il mezzogiorno locale.  Splendido il  monumentale organo con 4 tastiere al suo interno.

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20180401_123949.jpgLasciamo il Duomo prossima tappa la casa natale di Salvatore Quasimodo, il poeta  Premio Nobel per la Letteratura, nato a Modica nel 1901. Nella casa-museo oltre a vedere i mobili e gli oggetti appartenuti allo stesso e fotografie ed edizioni speciali delle sue opere, potrete leggere le sue opere nella sala lettura e vedere molti video del poeta, compreso quello della consegna del premio nobel. Durante la visita, inoltre, la voce di Quasimodo  che recita le sue poesie, rende l’ atmosfera molto particolare. Il museo si trova in via Posterla, 84 ed è aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00  e dalle 15.30 alle 19.30 costo biglietto € 2,50.

Ultima tappa il Castello dei Conti della cui costruzione originale rimane, però, solo la torretta dell’orologio del 1752, che si scorge anche dal Corso principale della città. Il Castello era la sede del potere politico e amministrativo della contea, infatti, ospitava la residenza dei Conti di Modica e, successivamente il tribunale ed il carcere che dopo l’unità d’Italia vennero trasferiti altrove. Oggi, dopo un lungo periodo di abbandono,  il Castello dei Conti, è stato restaurato e aperto al pubblico.

Isole Eolie, Lipari. Itinerario di 2 giorni.

Seconda tappa nelle Isole Eolie, dopo Vulcano, vi porto 2 giorni a Lipari, la più grande delle isole dell’ arcipelago, seguendo un itinerario di certo non esaustivo delle bellezze dell’ isola ma che sfrutterà il poco tempo a disposizione nel migliore dei modi. Potete raggiungere Lipari con il traghetto o l’aliscafo da Milazzo, Messina, Palermo ed anche dalla Campania e dalla Calabria. Noi scegliamo il traghetto con imbarco a Milazzo, soluzione più economica rispetto all’ aliscafo ma più lenta, in questo caso, però, avrete l’opportunità di salire sul ponte e godervi il vento, la bellezza del mare e con un po’ di fortuna anche lo spettacolo dei delfini che saltano fra le onde.

Impieghiamo circa due ore per arrivare al porto di Marina Lunga, da dove partono e arrivano tutti i traghetti e gli aliscafi per Lipari. Scendendo dal traghetto, nella zona antistante le banchine di attracco delle navi, sono presenti servizi di affitto scooter e auto, di deposito bagagli e di escursioni per le altre Isole Eolie. Al porto è presente anche un terminal da cui partono gli autobus urbani ed extraurbani, molto puntuali, che vi porteranno in giro per tutta l’isola.

1° Giorno

Prima tappa la spiaggia di Canneto, situata nella omonima frazione di Lipari dal cui centro dista 3 km. Arriviamo al lungomare Marina Garibaldi e scorgiamo la lunga spiaggia scura. Se siete amanti di sabbia fina e dorata… scordatevela! la spiaggia di Canneto, infatti, è costituita da ghiaia e ciottoli ma l’ acqua è limpida e pulita e il panorama è veramente incantevole. In loco sono presenti lidi attrezzati ed è possibile usufruire di un servizio taxi barca.

Proseguiamo da Canneto con l’ autobus verso la spiaggia Papesca ex Spiagge Bianche. Per arrivarci dobbiamo fare una camminata in salita di 10 minuti per uno stretto sentiero circondato da graziose case in stile eoliano. Durante la passeggiata il panorama su Lipari è mozzafiato così come la Spiaggia di Papesca, incastonata in un golfo dalle acque limpide. Anche in questo caso la spiaggia è di ciottoli e di ossidiana, testimonianza della natura vulcanica dell’ isola. L’ ossidiana è un vetro naturale grazie al quale, nel neolitico, si stanziò e si sviluppò la prima comunità dell’isola che lo estraeva, lavorava e commercializzava. In passato il nome di questo litorale era Spiagge Bianche, poiché la costa era ricoperta dalla pietra pomice, anche questo minerale di origine vulcanica, che le conferiva un candido aspetto. Oggi dalle acque limpidissime emergono, galleggiando, piccoli ciottoli di pietra pomice, testimonianza dell’ epoca che fu e della vicinanza della Cava di Pomice.

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sentiero verso ex spiagge bianche

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Spiaggia Papesca ex Spiagge Bianche

Prossima tappa il Belvedere di Quattropani. La frazione di Quattropani si trova a circa 10 km dal centro di Lipari, vi consiglio di arrivarci in scooter o in auto poiché l’ ultima corsa dell’ autobus da Quattropani per Lipari è alle ore 20:00, motivo per cui rischierete di perdervi il tramonto sulle isole dell’ arcipelago.

Per arrivare al Belvedere, se siete giunti con i mezzi pubblici, dovrete camminare per 10 minuti fino al grande spiazzale in cui si trova il Santuario di Maria Santissima della Catena. Eretto nella seconda metà del secolo XVI, il Santuario è una graziosa chiesetta bianca con le porte verdi la cui facciata, costituita da un piccolo campanile, nasconde una piccola cupola. All’ interno della chiesa si trova la cripta in cui vi sono testimonianze della funzione passata di cimitero del luogo.

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facciata Santuario di Maria Santissima della Catena

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Belvedere Quattropani

Il sole sta calando e lo spettacolo inizia: il tramonto, il mare, Filicudi, Alicudi e Salina in lontananza … cosa si può volere di più ?

Torniamo in Hotel per prepararci per la cena. Passeggiamo per il corso principale fino ad arrivare a Marina Corta e nella bellissima piazza Sant’Onofrio da cui si ammira la rocca dell’Acropoli (il centro storico di Lipari). Da qui partono le piccole imbarcazioni per le escursioni che vi porteranno nelle altre isole dell’ arcipelago. La Chiesa delle Anime del Purgatorio si trova nel molo prospiciente la piazza e all’interno è installato il Presepe del mare, uno splendido presepe raffigurante la vita del borgo marinaro di Lipari, con barche e pescatori. Sempre in piazza Sant’ Onofrio si trova la bellissima chiesa seicentesca di San Giuseppe,  collocata nella salita omonima che svetta a strapiombo sul mare .

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Chiesa delle Anime del Purgatorio- Presepe del mare

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chiesa di San Giuseppe

2° Giorno

Passiamo la mattina al mare direzione spiaggia di Porticello ex Cave Di Pomice. Anche la pomice, così come l’ ossidiana, è un minerale di origine vulcanica il cui sfruttamento iniziò anch’esso nel neolitico. Arriviamo con l’autobus che si ferma proprio all’ inizio della lunga spiaggia che ha suscitato in me sentimenti contrastanti. Infatti, se la bellezza  del mare color turchese e delle montagne di pietra pomice scavate dall’ uomo  rendono, a mio avviso, questo luogo la più bella spiaggia di Lipari, il disarmante stato di abbandono delle industrie di estrazione di questo minerale, chiuse definitivamente nel 2005, lasciano perplesso il turista. Nonostante l’incuria dell’uomo, passiamo una splendida mattinata di mare tra le insenature di questo tratto di costa turchese.

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pontile cave di pomice

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Spiaggia ex cave di pomice

Torniamo a Lipari per dedicarci alla visita del centro storico del paese. Percorriamo il Corso Vittorio Emanuele tra negozi di artigianato e di specialità tipiche eoliane, direzione Acropoli o Castello. La zona del Castello si trova su una rocca naturale di origine vulcanica che fin dal periodo neolitico costituiva una zona sicura dove abitare al riparo dalle incursione dei nemici. L’accesso alla Cittadella Fortificata, circondata dalle mura di cinta, avviene in Piazza Mazzini tramite una piccola e antica porta rettangolare e un corridoio attraverso il quale si prosegue verso la seconda porta da cui si giunge alla torretta normanna, oltrepassata la quale si entra all’ interno della cittadella. All’ ingresso dell’ Acropoli è stata eretta la chiesa di Santa Caterina di fronte alla quale si trovano gli scavi che mostrano i resti di capanne risalenti all’età del bronzo e parte dell’ antico impianto urbanistico greco-romano. Arriviamo alla Cattedrale di San Bartolomeo, dedicata al patrono delle Eolie, che sorge sulle rovine di un antico tempietto pagano costruito in età classica e che divenne Cattedrale nel 1131 per volere del normanno Ruggero. Ad Agosto, il giorno 24, si festeggia il patrono con una festa che richiama tutti i fedeli dell’arcipelago con eventi e fuochi d’artificio sul mare da ammirare da Marina Corta.

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Rocca dell’ Acropoli vista da Marina Corta

All’ interno dell’area dell’ Acropoli, inoltre, troverete il Museo Archeologico Luigi Bernabò Brea, il quale conserva ritrovamenti archeologici dall’epoca neolitica a quella del bronzo, fino al periodo greco e romano grazie ai quali è possibile conoscere la storia e lo sviluppo delle civiltà insediate nell’ arcipelago. Il Museo è suddiviso in sei sezioni: Preistorica, Epigrafica, Delle Isole Eolie Minori, Classica, Vulcanologica e Paleontologia del Quaternario.

Infine andate a godervi il paesaggio dalla rocca nel piccolo Anfiteatro realizzato nel 1976 sul modello di un teatro greco immerso in un panorama splendido su Marina Corta.

Per visitare la zona dell’ Acropoli bisogna prenotare obbligatoriamente la visita guidata che si effettua solo il venerdì alle ore 17.30 e la domenica alle ore 10.30 al costo di € 6,00.